Il prezzo dell'Africa, di occhi e dolore. Spari al termine del giorno, chi vende e chi si vende: armi e vite. Ciò che si vede e quel che resta è opaco. Una mano tesa, il mento rivolto verso l'alto: Dignità. Occhi contro occhi, flebili fiammelle, è BUIO! E poi il DOMANI! Storie Africane

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lunedì, 05 dicembre 2005
Terremoto nella regione dei Grandi Laghi

“Le pareti della casa hanno tremato per una ventina di secondi, ma per fortuna a parte tanta paura non ci sono stati gravi danni almeno in apparenza: ci sono state scene di panico, la gente si è buttata per le strade terrorizzata, ma nel centro città non ho visto edifici distrutti o danneggiati”. Questa la prima testimonianza raccolta da MISNA  di monsignor Paul Ruzoka, vescovo di Kigoma, il principale porto della Tanzania sul lago Tanganyika, dopo che una scossa di terremoto di 7,5 gradi della scala Richter è stata registrata alle 13:19 (ora italiana) dall’osservatorio di Strasburgo in Africa orientale. L’epicentro sarebbe vicino alla riva orientale del Lago Tanganiyka, non lontano dalla frontiera tra Kenya e Tanzania.

Il Tanganyika è il bacino più lungo dell’Africa (670 chilometri di estensione e 150 di larghezza) e il secondo più profondo del mondo, che tocca quattro Paesi della regione dei Grandi Laghi: la Repubblica democratica del Congo, il Burundi, la Tanzania e  lo Zambia. Le radio nazionali hanno diffuso notizie sul sisma, percepito in tutta la regione e in particolare in molte città della Tanzania, che si affaccia sul Tanganyika per alcune centinaia di chilometri. Le città che sorgono sullo specchio d’acqua nell'area più colpita sono Kalemie, sul lato congolese, la capitale burundese Bujumbura – dove fonti della MISNA hanno segnalato di aver percepito la forte scossa, che non avrebbe però provocato danni ingenti – e i due centri abitati di Kigoma e Ujiji, in Tanzania, da dove al momento non è possibile avere notizie. DA Kalemie invece, la città sul lago Tanganyika più vicina all’epicentro, una cittadina di circa 200.000 abitanti, stanno arrivando notizie di alcune vittime, tra cui non si escludono bambini, anche se il bilancio è incerto e non ancora confermato.

l’Onu per ora non ha avviato alcuna verifica sul territorio, ma fonti giornalistiche locali, contattate dalla MISNA a Kinshasa, riferiscono di aver raccolto notizie di danni e parecchi feriti, anche l’emittente radiofonica della Missione Onu nel Paese, Radio Okapi, ha confermato che molte abitazioni sarebbero crollate causando un numero di feriti non precisato. Dalle prime frammentarie informazioni, sembrerebbe escluso un fenomeno del tipo “tsunami” sulle acque del lago, che peraltro negli ultimi mesi aveva registrato un preoccupante abbassamento di livello. . Molte radio del paese stanno lanciando appelli alla popolazione invitandola a stare in allerta, si attende infatti una seconda scossa.

Postato da: LAfricanA a 18:37 | link | commenti (7)
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