Il prezzo dell'Africa, di occhi e dolore. Spari al termine del giorno, chi vende e chi si vende: armi e vite. Ciò che si vede e quel che resta è opaco. Una mano tesa, il mento rivolto verso l'alto: Dignità . Occhi contro occhi, flebili fiammelle, è BUIO! E poi il DOMANI! Storie Africane

Nome: LAFRICANA
"Abbiamo in prestito questo mondo per i nostri figli, non è che lo abbiamo ereditato dai nostri padri, allora ai nostri figli dobbiamo dire: Ti abbiamo voluto bene, ti abbiamo amato" (R.BENIGNI)
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Celui qui accepte le mal est tout autant responsable que celui qui le commet.
Celui qui voit le mal et ne proteste pas, celui-là aide à faire le mal.
(M.L.KING)
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Lo sanno tutti, ormai. E' solo una questione di tempo, prima che qualcuno si giustifichi dicendo 'non lo sapevamo, non abbiamo potuto fare nulla', ed il passato ritorna impietoso come sempre.
Tutti sanno, ormai, che il governo ha armato degli ex-ribelli e compilato una lista di gente da fare fuori, tutti lo sanno che hanno già cominciato, e che spesso sbagliano casa, o macchina, e donne muoiono con gli occhi sbarrati, stringendo i loro piccoli.
Tutti sanno, che il governo ha in programma di scatenare un gran casino per ritardare le elezioni e mangiare un altro po' di soldi, tutti sanno che le insegnanti violentate un po' ovunque nel paese dai loro studenti sono le prime vittime innocenti di un potere che attua la strategia dell'intimidazione e del terrore per ammotulire tutti.
Tutti sanno che aerei carichi di armi arrivano dal Sudan e che un giornalista che ha avuto l'imprudenza di recarsi sul posto per svolgere il suo lavoro è stato picchiato a sangue dalla polizia.
Tutti sanno che i parlamentari dell'opposizione hanno denunciato le continue violenze e le continue minacce di morte nei loro confronti all' ufficio delle Nazioni Unite in Burundi, chiedendo protezione. Da giorni aspettano ancora una reazione.
Tutti sanno che il governo nigeriano e quello burundese stipulano contratti fantasma per barili di petrolio che non arrivano mai a destinazione e si dividono milioni.
...e gli amministratori di quartire all'opposizione cercano di lasciare il paese se possono. In due giorni due persone mi hanno chiesto di aiutarli a scappare. Sono minacciati di morte ed hanno paura.
E' grave, è molto grave, e nessuno apre bocca per fermare ciò che non deve più accadere. Un funzionario delle Nazioni Unite in Burundi si è licenziato, per l'amarezza e l'impotenza di dover lavorare per conto di gente che se ne frega della vita di serieB di un burundese.
Tutti dicono che i funzionari delle Nazioni Unite sono qui solo per la valanga di soldi che finisce nelle loro tasche.
Che vergogna, ho vergogna di far parte di questo mondo.
Eppure era prevedibile, un gruppo di ribelli che ha ammazzato per anni non diventa un partito politico in pochi mesi, la trasformazione, se possibile, è troppo lunga e delicata. Eccoli che, alla prima difficoltà, hanno ripreso la strada della violenza.
Il Cndd-Fdd, il partito al governo, sta facendo rivoltare il paese su stesso. Ci sono liste, e prove, e evidenze, che ho visto coi miei occhi, che smonterebbero il diritto di un governo legittimamente eletto ad essere considerato come tale.
Un governo di assassini e di complici sileziosi per codardia, non è un governo legittimo. Le regole internazionali non funzionano!!
Spero che qualcuno legga, e s'inkazzi almeno un quarto di quanto sarebbe necessario per fermare questa vergogna e questa assurda e assassina indifferenza, e che mi scusi per questo sfogo!!
E’ da molto che non scrivo,
lo sai,
è da quando sono ritornata.
Non l’ho quasi più riaperto ‘sto blog,
lo sai, e ti ringrazio per non aver detto nulla,
ti ringrazio per essere rimasta zitta ad ascoltare il mio silenzio.
La memoria, ….è cosi dolce e cosi cattiva!!
Ho avuto tante scuse per non scrivere, tante,
il tempo, gli esami, il corso di francese, il mio progetto di ricerca,
altre cose, cose altre, più importanti… più importanti??
In questi mesi cari amici hanno chiuso e riaperto blog, vecchi e nuovi, per cancellare, liberare, continuare, amare, ricominciare e tanto tanto altro ancora.
Il mio è rimasto, inerme, in questo spazio, a occupare pagine, a riempire attimi, senza il coraggio di ritornare né continuare.
In questi mesi… ho preso tante pause, i miei pensieri si fermano all’oggi.
Le pause…. sono indispensabili.
In questi mesi ho imparato tanto…
Ho imparato come nasce lo stato in Africa, come è degenerato verso l’autoritarismo,
ho imparato una cultura plurale, un diritto plurale, regole non scritte, sono entrata in un universo sopravvissuto a tentativi vari di modernizzazione, ho visto tanti partiti nascere e morire, uomini battersi per la libertà e la democrazia, guerre scatenarsi, fermarsi e riprendersi, vittime e rifugiati e politiche di reintegrazione, ho conosciuto il successo del Sud Africa, il fallimento del ruanda, della Somalia, del Congo….
Successi, fallimenti??
….quanto, quanto avrei potuto scrivere.
Ho pensato di postare i miei esami, i miei ‘imparati’, le teorie che fanno bene all’uomo bianco ed anche a me…
non l’ho mai fatto, il pensiero è durato poco.
Ah Africa Africa,
Non aveva senso ricominciare a raccontarti in questo modo, dopo l’ultimo anno, dopo averti un po’ vissuto, dopo averti tanto amato.
Il 17 febbraio riparto, ho il mio biglietto qui tra le mie mani.
Sarai contenta hein?
Penserai che è giunto il tempo…. Te l’avevo promesso,
e sei l’unica a cui mantengo le promesse
e lo sai.
E’ difficile ricordare,
la vita deve continuare, mi dirai…
si muore… è naturale, quando Dio vorrà, ….mi dirai.
Sei qui, sei viva, sei sana…. E la vita in fondo è bella, …. mi dirai
Lascia seppellire i morti,
piangi una notte intera, anche una settimana, e poi torna a cantare.


Negli ultimi post ho raccontato e descritto un po' dell’Africa che ho osservato e visitato in queste ultime settimane, un’Africa che mi ha stupito per il suo ordine, la sua pulizia e la sua riservatezza, come il Ruanda, per le sue mescolanze, vivacità e contraddizioni, come l’Uganda, per realtà completamente diverse da quelle immaginate o rappresentate, come la città congolese Goma. Elemento comune di ogni viaggio è stato la sorpresa, e il prendere poco a poco consapevolezza dell’impossibilità di conoscere un paese senza scrutarlo con i propri occhi, delle immagini che la nostra mente rende erroneamente reali quando ci si aggrappa alle parole di un libro o di un articolo di giornale, e delle difficoltà di comprendere i suoi mille volti. Ho scorto un’Africa povera e devastata, una piacevole e divertente, meravigliosamente bella o sporca; ho vissuto i piccoli miracoli africani, quelli di una moto che sfrutta il millimetro tra due auto, di un autobus che marcia a 150 chilometri l’ora su strade strette, dissestate e piene di curve, di biciclette in salita cariche di chili di banane e casse di manioca, di teste nascoste da enormi sacchi di fagioli che procedono come cavalli con i paraocchi, correndo e urlando di fare spazio e spintonando indifferenti con un angolo e l’altro del sacco, ogni volta mi sono detta ‘cacchio, questo è pazzo!!’, e poi ho sorriso divertita e col cuore in gola. Mi sono posta tante questioni e continuo a cercare continuamente risposte, mi sono arrabbiata per la presunzione di portare lo sviluppo, di voler affermare il nostro modo di vivere e la nostra cultura, ma ho goduto degli internet point e dei cafè. A Kampala ho cercato per tre giorni stoffe africane, ma mi sono imbattuta solo in grandi centri commerciali e commercianti cinesi, a Kigali ho cercato ristoranti che preparassero l’ubugali (una sorta di polenta di manioca o mais tipica dell’Africa dei Grandi Laghi), ma mi sono ‘accontentata’ di quelli italiani, indiani, cinesi e dei fast food. E’ spesso difficile trovare pietanze africane nei ristoranti o negli hotel delle grandi città del continente, come è difficile andare al cinema senza essere pronti a sorbirsi film americani di sesso e violenza, o clip di rapper circondati da donne bellissime e seminude. A Bujumbura, in Burundi, non sono riuscita a trovare un cd di musica tradizionale, nelle grandi metropoli africane superaffollate le danze e la musica indigena sono diventate solo un’attrazione turistica che intasca soldi. I paesi del nord del mondo controllano la maggioranza dei circuiti d’informazione, basti pensare che il 70% delle emissioni televisive del sud sono importate dal nord e che l’industria delle telecomunicazioni è dominata da qualche grande gruppo generalmente anglofono, come AOL-Time-Warner, Dysney ABC, ATT, ecc., con i quali un gruppo di origine africana non può competere. E’ molto inquietante pensare che il sogno di un giornalista africano è quello di formarsi in una scuola giornalistica del nord, dato che oggi i nostri giornalisti tendono a passare da un soggetto all’altro, da un paese all’altro, senza la cultura generale appropriata per evitare approssimazioni e generalizzazioni abusive. Il sogno del nord è condiviso anche dalla maggior parte degli studenti, a causa sia delle difficile condizioni di un’università africana sia del prestigio che comporta studiare in Europa o in America. Ciò di per sé non sarebbe un male se non conducesse, come sostiene Anne-Cécile Robert, ad un certo conformismo politico, se non trasformasse giovani e promettenti studenti in ‘pinguini’, per usare un’espressione dell’artista senegalese Moussa Sene Absa, leaders che diventano marionette in giacca e cravatta completamente asserviti alle prescrizioni stabilite dalle agenzie del ‘mondo sviluppato’. La nuova classe dirigente africana formatasi all’estero è straniera nella propria terra, sconnessa dalle aspirazioni e necessità delle società locali; sono praticamente inesistenti degli intermediari tra il popolo e le elites dirigenti, corrotte e assorbite nel nuovo sistema mondiale. E’ così che le società si polarizzano, le contraddizioni aumentano e le incomprensioni anche. La collaborazione nord-sud, tra società africane e occidentali, il partenariato e lo sviluppo locale di cui tanto si parla è uno scambio vantaggioso sempre e solo all’occidente, riflettendo la vecchia logica dell’ emozione negra e la ragione ellenica e generando una nuova forma di colonizzazione riprodotta e sostenuta dalle stesse elites africane. Se la realtà delle nuove e grandi metropoli africane è quella del copia e incolla modelli europei o americani e il continente nero sembra non avere una storia ed un modello proprio a cui aggrapparsi, è anche vero che c’è un’Africa che Esiste e Resiste, che si oppone al liberalismo sfrenato e al liberismo, che preserva oasi culturali troppo radicate per consentirci i parlare di un paese senza storia. Modernità e tradizione non sono mescolate ma contrapposte, e l’una resiste e si oppone all’altra. L’Africa che resiste alla globalizzazione conserva e salvaguarda dei valori che l’Occidente non conosce più, come un ‘rapporto differente dell’individuo con la collettività, la resistenza all’accumulazione di ricchezze, il rifiuto della tirannia del tempo, l’accettazione e la canalizzazione delle passioni (generalmente attraverso rituali), l’inserimento pacifico nell’ambiente’ (Anne-Cécile Robert), valori che l’Occidente capitalista è incapace di concepire, come è incapace di concepire la diversità e la pluralità del mondo, il cui rispetto solo può realizzare la giustizia universale a cui l’umanità dovrebbe aspirare. L’Africa ha subito nel giro di dieci anni una trasformazione che in Occidente si è realizzata quasi spontaneamente in cinquant’anni, e allora a chi, come me, si chiede cosa possiamo fare per l’Africa, avrei quasi voglia di rispondere con la provocazione lanciata da Serge Latouche: ’Plier bagage et la laisser tranquille’.
Hai lo sguardo di chi pensa Ma che ne sapete voi - mi ha sussurrato un giorno un amico. Ero di ritorno dal Burundi per festeggiare il Natale con la mia famiglia, ero serena, felice di essere a casa, felice, per la prima volta, di essere nel mio piccolo e borghese paese. Ricordo che quel giorno non avevo tanta voglia di parlare, come spesso mi capita quando si tratta di Africa, ricordo tante questioni, tanti volti in silenzio, ricordo l'imbarazzo per le mie parole, per una vita cosi lontana dal suo mondo. Ho ripensato spesso a quella frase, non credo di averla mai sentita dentro di me fino a quel momento, la giudico presuntuosa, presuntuosa ma terribilmente vera, e oggi è diventata mia perchè è difficile capire cio' che sembra follia o incoscienza, o semplicemente amore, fino a quando non si vive sulla propria pelle l'Africa, i suoi dolori, le sue pene, la sua leggerezza, il suo fatalismo.
E' difficile capire, ed è difficile cercare di far comprendere, l'Africa è inspiegabile, ed inspiegabili sono le motivazioni e le passioni, i coinvolgimenti e le emozioni. L'Africa ha la sua normalità tra gli spari e la malaria, una normalità che si vive per non morire dentro, per non crescere e scappare nella paura, nella razionalità europea che qui diviene non vita. L'Africa significa farsi catapultare dentro di essa per ritornare dentro se stessi come un boomerang, e mescolare odori e culture, credenze e suggestioni. Cosa è vero? Cosa è giusto o sbagliato? Ho imparato che non si possono avere certezze nè credenze, pregiudizi o conoscenze, che persino la stregoneria ha le sue verità ed i suoi studi, che a volte funziona altre no altrimenti non esisterebbe, che a volte c'è magia altre scienza altrimenti non si potrebbe spiegare la vita.
Il rischio è quello di perdersi? di perdere la propria identità? Probabilissmo, ma ancora più rischioso è restare dentro se stessi, dentro i propri canoni di comprensione e stili di vita, e costruirsi una corazza protettiva, restare con i cosiddetti piedi per terra, confonde più del lasciarsi andare, dell'affidarsi. Qui entra in scena anche l'istinto, si impara a coltivarlo ed ascoltarlo, come a controllarlo e indirizzarlo, e in questo modo esso evolve, uscendo dalle sue etichette animalesche e primordiali, e si carica di scienza e di esperienza. Anche l'istinto si sviluppa e apprende, puo' essere studiato e migliorato, e vale più di tabelle, numeri e schemi, codici di condotta e lunghe burocrazie, ecco, allora, che cio' che appare incoscienza diviene consapevolezza, l'istinto è anche ragione, la perdita volontaria del sè è conoscenza.
Capisco, allora, l'espressione dei volti che mi osservano partire per l'Africa, le preoccupazioni di una madre, le difficoltà di un fidanzato, capisco chi ha paura della mia passionalità, chi si imbarazza davanti alla mia vita, capisco perchè non sanno, perchè sono rimasti ben saldi dentro se stessi, prigionieri dell'illusione dell'essere razionale, lo capisco e ne soffro, perchè so che non potro' mai più tornare indietro, lo capisco e sorrido, sorrido di questa sofferenza perchè mi fa sentire viva, perchè la consapevolezza ha raggiunto anche il dolore che fa parte di una scelta di cui non mi pento, lo conosco e non mi fa più paura, conosco cio' a cui vado incontro, conosco il mio istinto e le mie ragioni!
Sabato sono stata ad un matrimonio congolese in un locale al centro di bujumbura, molto divertente, ho danzato al ritmo africano mentre mi avvicinavo agli sposi per consegnare la mia busta chiusa che in realtà era semiaperta perchè tutti venivano a sbirciare i milioni di franchi burundesi che pensavano avessi donato. Gli sposi sembravano sereni e gli invitati anche, poi pero' sono scappati in tutta fretta perchè non avevano più soldi per pagare da bere e gli invitati si sono lamentati tutta la serata per aver ricevuto solo una birra a testa, dato che, per cultura, avrebbero dovuto berne almeno tre. Gli sposi non sono neanche tornati a casa temendo di incrociare altri parenti e amici pronti per le tre birre ed hanno vagato per la città in abito bianco per un paio di ore, quando sono tornati gli invitati erano spariti, mentre il comitato organizzativo aveva già provveduto a bere le birre (più di tre a testa) messe da parte per brindare alla salute degli sposi in loro assenza e per aiutarsi a complimentarsi del buon esito dell'organizzazione. La serata si è conclusa con una mega litigata, per me estremamente divertente, tra una donna ed un tipo con le treccine, che si insultavano a vicenda in kirundi mentre il mio traduttore metteva una serie di bip nella traduzione, ma bastava guardarli per capire, e con qualche minuto in un cabaret congolese pieno zeppo di gente sudaticcia e felice, che ballava, cantava ed urlava ammucchiando sorrisi e bicchieri.
Domenica la più grande star burundese ha cantato gratuitamente per i miei ragazzetti 'di strada', ha parlato di coraggio e speranza e sogni, ha fatto promesse e ballato, ha fatto ridere ed esaltare al ritmo delle più belle canzoni d'amore neo-rap-africane. non li avevo mai visti cosi felici!! Ora sono alle prese con le prove dei loro pezzi rap, e con una motivazione più forte di prima, Grande Big Fariouz!!
Oggi ero in riva al lago, da sola, mi sono fermata qualche minuto prima di tornare a casa, sorseggiavo una fanta. Si è avvicinato un ragazzetto e ha cominciato a tartassarmi di domande, mi ha chiesto se nel mio paese c'è un lago, se le strade sono come quelle del Burundi, se ci sono le montagne e quanto sono alte, se i miei genitori sono vivi, ecc ecc. Abbiamo canticchiato una canzone in kirundi, mi ha chiesto se sapessi la traduzione, gliel'ho detta, mi ha risposto 'voi bianchi siete proprio intelligenti', con un'aria stupita e rassegnata al tempo stesso. Poi è rimasto a guardarmi bere la fanta, immobile, senza dire più nulla. Volevo lasciargli gli ultimi sorsi, poi ho pensato che non era giusto, sono salita in macchina e sono andata via!
Basta, porca miseria, Basta
con l'odio, gli sbagli, la violenza, l'assenza di possibilità, l'ingiustizia
Basta, porca miseria, Basta
ancora spari per sbaglio, e bimbi al posto giusto al momento sbagliato,
stamane ancora un poliziotto ubriaco, e ancora un bambino, stavolta non ce l'ha fatta, è morto, è morto per sbaglio, è morto perchè era li. Non molto tempo fa due dei 'miei' ragazzetti erano stati feriti da un militare ubriaco, incaricato della loro sicurezza, se la sono cavata per miracolo. Non molto tempo fa, due ragazzetti in bici sono stati investiti da una macchina del governo, era agonizzanti per terra quando, dopo una corsa disperata abbiamo raggiunto i pirati e costretti a tornare indietro, negavano negavano negavano, avevano il coraggio di negare dinanzi a due vite umane spazzate via dalla certezza di avere l'arma dalla parte del manico, si facevano grandi in quanto intoccabili quei bastardi, nessuno avrebbe osato sbatterli in prigione, siamo solo riusciti a costringerli a portare i due poveri in ospedale, i banditi criminali del governo se la sono svignata regalando 5mila franchi da dividere in due, ammesso che siano sopravvissuti, poco meno di 1.5 euro a testa!!
Eh!! Che bella la vita in questo paese, ho rabbia da vendere fin sopra i capelli, comincio a capire cosa significa avere una voglia matta di mettere le mani addosso a qualcuno, comincio a capire quanto diventi sempre più difficile restare zitta, quanto ci sia sempre più bisogno di coraggio, di denunce, di unioni, bisogna parlare e puntare il dito, bisogna ricostruire il passato e la giustizia per dare senso al presente ed alla pace.
Questo paese, questo mio amato paese dalla terra rossa nel cuore dell'Africa sta agonizzando, come quei ragazzetti uccisi o feriti per sbaglio, sta agonizzando nella pozza del malgoverno, di politiche maniache di grandezze personali, di strategie di pace mal importate e superficiali,
Questo paese, questo mio amato paese, vorrei che ricominciasse a vivere, vorrei che avesse un futuro, invece ho paura che farà un gran salto indietro nel passato, ho paura di una nuova guerra. Dove la vita perde di senso, dove la povertà acceca il popolo come la ricchezza i governanti, dove il dolore e la morte diventano indifferenti perchè quotidiani, la pace è ancora molto lontana!!
Ho come l'impressione che il Burundi sia più povero di quando l'ho visitato l'ultima volta, nel 2005
Ah si si si, lo è, non vedi tutto quello che sta succedendo, il miracolo di Kamenge è come faccia questa gente a sopravvivere. Hai mai visto qualcuno mangiare il carbone per mitigare i morsi della fame?
No, davvero??
Si si si, io li ho visti, l'ultima una donna, qualche giorno fa, e proprio qui a Kamenge. Sono poveri, poverissimi, e con tutte le inondazioni che ci sono state quest'anno all'interno del paese è ancora peggio!
Sai, stamattina la giornata è cominciata davvero male, un ragazzo che lavorava al Centro, un artista, è morto di Aids, lo conoscevano tutti, erano tutti provati. Aveva perso moglie e figlio poco meno di un anno fa, e non aveva mai ammesso la sua malattia....
Ah si si si, l'ho saputo, è grave ma è la vita, era irriconoscibile poverino, è morto di tubercolosi, non riusciva nè a parlare nè a sentire, ieri sera l'ho visto per l'ultima volta, aveva gli occhi della morte, l'avevo pensato che sarebbe partito presto.
E quella bambina che è stata ritrovata sulle riva del fiume, hai notizie?
chi? ah quella piccoletta che hanno abbandonato, no, non so, sarà dalle suore di Calcutta, ultimamente ci sono tante storie simili, qualche giorno fa una coppia senza figli, ha ritrovato davanti la porta di casa un fagottino, è stato un dono del signore. In fondo, meglio questo che l'aborto, qui a causa degli aborti illegali ne muoiono tante eh, Dio solo lo sa!! Ma perchè tu non hai mai visitato l'orfanotrofio delle suore di Calcutta?
No, mai, dov'è? vorrei tanto andarci!!
si si si, qualche volta ti porto, è a Gatumba. eh ma tu da li non te ne vai più, quei piccoletti ti si aggrappano addosso e non ti lasciano più, e poi sono tanti tanti, troppi, e voi li in europa fate tanto casino per un referendum sulla fecondazione artificiale?? Falli venire tutti qui quelli che buttano i loro soldi in esperimenti, che li sperimento io!!
Senti, e per quella storia li del ragazzo che vorrebbe andare a scuola ma non ha i soldi, e a cui ho proposto di lavorare per non elemosinare, quando te lo faccio venire?
Ah, quando vuoi, anzi domani alle 13.30, prima che esca per andare al centro che si occupa dei bambini denutriti, sono arrivati a 600 al giorno ormai, bisogna costruire altre case. si, ma lui che sa fare?? Mica è un altro di questi che vogliono fare i cittadini, che non hanno un soldo in tasca e vanno in giro col cellulare e poi chiedono da mangiare di casa in casa? Ah voi europei....
noi europei?? manco se tu fossi altro!! Basta con queste generalizzazioni alla burundese, ...voi bianchi, voi europei, ...e noi poveri neri, non è giusto!!
...voi europei, li state rincogliendo 'sti ragazzi, marionette che fanno la brutta imitazione di Eminem e dei 50cent, e poi chi so questi, boh!! e la loro cultura, e la loro musica... e tu con sto francese e i corsi di lingua, ma che pensi di fare, impara il Kirundiiiiii, se vuoi parlare con loro impara il kirundiiiiiii
Eh, magari!!
Akira,
eh?
Akiraaaa, l'accendino, me lo passi o no??
ah, scusa...
Murakoze
Gushima
Nagasaga, injoroyiza
ah, questa la so... Nawe! Grazie per la chiacchierata, naejo
Egoooo, naejo