Il prezzo dell'Africa, di occhi e dolore. Spari al termine del giorno, chi vende e chi si vende: armi e vite. Ciò che si vede e quel che resta è opaco. Una mano tesa, il mento rivolto verso l'alto: Dignità . Occhi contro occhi, flebili fiammelle, è BUIO! E poi il DOMANI! Storie Africane

Nome: LAFRICANA
"Abbiamo in prestito questo mondo per i nostri figli, non è che lo abbiamo ereditato dai nostri padri, allora ai nostri figli dobbiamo dire: Ti abbiamo voluto bene, ti abbiamo amato" (R.BENIGNI)
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Celui qui accepte le mal est tout autant responsable que celui qui le commet.
Celui qui voit le mal et ne proteste pas, celui-là aide à faire le mal.
(M.L.KING)
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‘Sto per partire, voglio dirti arrivederci’ poi mi abbraccia forte, mi sorride, e voltandosi senza neanche guardarmi negli occhi mi dice ‘ti lascio nella pace’. Se ne è andato su per le montagne, con una granata in tasca, una piccola sacca sulle spalle, un impermeabile verde, tre pacchetti di biscotti e 5mila franchi burundesi, le ultime cose che gli ho donato.
Se ne è andato in un campo di addestramento per preparare la guerra, se ne è andato con le speranze e le paure di un ragazzo di vent’anni, con lo smarrimento di un bimbo cresciuto solo e in fretta, con la calma di un uomo rassegnato e la tristezza dei suoi neri e bellissimi occhi. Sono rientrata in casa, erano le 6 di mattina, ero stanca, vuota, confusa, forse triste, forse arrabbiata, con lui, con il mondo, con me stessa, per quello che non sono riuscita a fare, per il tempo che non ho avuto da trascorrere con lui. Sono rimasta a letto fino a mezzogiorno, volevo dormire ma non riuscivo a non pensare, e non riuscivo a pensare a nulla in particolare, mi scorrevano dinnanzi agli occhi i pochi momenti condivisi, i suoi sguardi, le sue parole dure e dolci, mi scorrevano dinnanzi agli occhi la vita che avrei voluto donargli e la gioia che non ha mai avuto, l’affetto che ha desiderato, i sogni, le richieste, i consigli. Pensavo alle sue telefonate serali per assicurarsi che stessi in casa e che stessi bene, quanto mi mancano, vorrei averlo qui per dirglielo, per dirgli quello che non gli ho mai detto, per dirgli che è un ragazzo giovane e forte, brillante e con tutta una vita davanti, vorrei averlo qui per abbracciarlo di nuovo, per dirgli ‘mi ritrovi nella pace’, per prenderlo per mano, per dirgli ‘ora ci sono io’.
L’ho portato ovunque potessi portarlo, al lago, ad un concerto, in un cabaret, volevo fargli assaporare la normalità che poteva avere; l’ho portato in un centro per ragazzi di strada e gli ho raccontato il mio dolore, volevo che uscisse fuori dal suo; gli ho fatto vedere un film sul coraggio dei sogni, volevo ne trovasse un po’ nei suoi; non ci sono riuscita, non è stato abbastanza, il tempo mi ha ingannato senza che potessi fare nulla, è partito all’improvviso senza che riuscissi a mettere insieme piani e idee per impedirglielo, non sono stata una brava sorella maggiore, avrei dovuto essere meno tenera. Prego il Signore perché lo protegga, prego che non faccia cazzate, prego che non uccida nessuno, prego che qualcuno fermi questa sciagurata guerra, che l’eco delle bombe e dei fucili sia solo il tam tam dei tamburi.
Siamo alla vigilia della Pasqua e alla vigilia di una nuova guerra, è quasi l’una di notte e il male per la vita rubata dalla bomba lanciata un paio di ore fa chissà dove, non mi fa dormire, è come se avessi visto anche la sua vita andarsene e avrei voglia di piangere, e correre per andarmelo a riprendere e portarlo qui, è come se fosse mio fratello, immagino mio fratello e sarebbe lo stesso dolore.
E’ rimasto orfano a causa della guerra del ‘93, quella che tutti chiamano ‘una guerra etnica’,viveva con un vecchio zio che non riusciva ad occuparsi di lui, non aveva più nessuno, quando l’ho conosciuto era disperato e arrabbiato. Nel ’93 era troppo piccolo per capire, ma ho paura che ancora oggi non sia abbastanza grande per farlo, è partito per uccidere, in nome di cosa? Della illusoria promessa di un futuro da ufficiale, di un po’ di soldi, di cosa? Lui è la stessa persona che un giorno, nel bel mezzo della lezione d’italiano, è scappata via con gli occhi gonfi di lacrime per non riuscire a sopportare ciò che aveva visto qualche istante prima: un poliziotto ubriaco che spara ad un bimbo di due o tre anni in pieno giorno; è la stessa persona che ha trascorso un pomeriggio ad ascoltare la tragica storia di un ragazzetto di strada e a cercare di consolarlo. Cosa sarà ora di lui? Cosa sarà di tutti quelli come lui, a cui la solitudine, la povertà, l’assenza di possibilità, donano in mano un fucile come unica prospettiva di un futuro? Jackson è partito mentre tutti qui vivono nell’attesa di quello che sta per succedere, vivono chiedendosi se questa è la pace, se anche i loro figli saranno condannati a quest’inferno, a camminare su ossa e cadaveri mangiati dai cani alla ricerca di un famigliare perduto, a seppellire morti senza nome e senza volto, se saranno dominati dalla rabbia e dalla vendetta di una violenza incancellabile e senza fine. Cosa diavolo mi resta da fare? Spero che ricordi le mie parole, spero che ricordi i nostri giochi, spero che ricordi le chiacchiere sulla vita e sui sogni, spero che, se un giorno si troverà a guardare colui che pensa essere un nemico negli occhi, lo abbracci e gli dica ‘ti lascio nella pace’!
Sabato sono stata ad un matrimonio congolese in un locale al centro di bujumbura, molto divertente, ho danzato al ritmo africano mentre mi avvicinavo agli sposi per consegnare la mia busta chiusa che in realtà era semiaperta perchè tutti venivano a sbirciare i milioni di franchi burundesi che pensavano avessi donato. Gli sposi sembravano sereni e gli invitati anche, poi pero' sono scappati in tutta fretta perchè non avevano più soldi per pagare da bere e gli invitati si sono lamentati tutta la serata per aver ricevuto solo una birra a testa, dato che, per cultura, avrebbero dovuto berne almeno tre. Gli sposi non sono neanche tornati a casa temendo di incrociare altri parenti e amici pronti per le tre birre ed hanno vagato per la città in abito bianco per un paio di ore, quando sono tornati gli invitati erano spariti, mentre il comitato organizzativo aveva già provveduto a bere le birre (più di tre a testa) messe da parte per brindare alla salute degli sposi in loro assenza e per aiutarsi a complimentarsi del buon esito dell'organizzazione. La serata si è conclusa con una mega litigata, per me estremamente divertente, tra una donna ed un tipo con le treccine, che si insultavano a vicenda in kirundi mentre il mio traduttore metteva una serie di bip nella traduzione, ma bastava guardarli per capire, e con qualche minuto in un cabaret congolese pieno zeppo di gente sudaticcia e felice, che ballava, cantava ed urlava ammucchiando sorrisi e bicchieri.
Domenica la più grande star burundese ha cantato gratuitamente per i miei ragazzetti 'di strada', ha parlato di coraggio e speranza e sogni, ha fatto promesse e ballato, ha fatto ridere ed esaltare al ritmo delle più belle canzoni d'amore neo-rap-africane. non li avevo mai visti cosi felici!! Ora sono alle prese con le prove dei loro pezzi rap, e con una motivazione più forte di prima, Grande Big Fariouz!!
Oggi ero in riva al lago, da sola, mi sono fermata qualche minuto prima di tornare a casa, sorseggiavo una fanta. Si è avvicinato un ragazzetto e ha cominciato a tartassarmi di domande, mi ha chiesto se nel mio paese c'è un lago, se le strade sono come quelle del Burundi, se ci sono le montagne e quanto sono alte, se i miei genitori sono vivi, ecc ecc. Abbiamo canticchiato una canzone in kirundi, mi ha chiesto se sapessi la traduzione, gliel'ho detta, mi ha risposto 'voi bianchi siete proprio intelligenti', con un'aria stupita e rassegnata al tempo stesso. Poi è rimasto a guardarmi bere la fanta, immobile, senza dire più nulla. Volevo lasciargli gli ultimi sorsi, poi ho pensato che non era giusto, sono salita in macchina e sono andata via!
Basta, porca miseria, Basta
con l'odio, gli sbagli, la violenza, l'assenza di possibilità, l'ingiustizia
Basta, porca miseria, Basta
ancora spari per sbaglio, e bimbi al posto giusto al momento sbagliato,
stamane ancora un poliziotto ubriaco, e ancora un bambino, stavolta non ce l'ha fatta, è morto, è morto per sbaglio, è morto perchè era li. Non molto tempo fa due dei 'miei' ragazzetti erano stati feriti da un militare ubriaco, incaricato della loro sicurezza, se la sono cavata per miracolo. Non molto tempo fa, due ragazzetti in bici sono stati investiti da una macchina del governo, era agonizzanti per terra quando, dopo una corsa disperata abbiamo raggiunto i pirati e costretti a tornare indietro, negavano negavano negavano, avevano il coraggio di negare dinanzi a due vite umane spazzate via dalla certezza di avere l'arma dalla parte del manico, si facevano grandi in quanto intoccabili quei bastardi, nessuno avrebbe osato sbatterli in prigione, siamo solo riusciti a costringerli a portare i due poveri in ospedale, i banditi criminali del governo se la sono svignata regalando 5mila franchi da dividere in due, ammesso che siano sopravvissuti, poco meno di 1.5 euro a testa!!
Eh!! Che bella la vita in questo paese, ho rabbia da vendere fin sopra i capelli, comincio a capire cosa significa avere una voglia matta di mettere le mani addosso a qualcuno, comincio a capire quanto diventi sempre più difficile restare zitta, quanto ci sia sempre più bisogno di coraggio, di denunce, di unioni, bisogna parlare e puntare il dito, bisogna ricostruire il passato e la giustizia per dare senso al presente ed alla pace.
Questo paese, questo mio amato paese dalla terra rossa nel cuore dell'Africa sta agonizzando, come quei ragazzetti uccisi o feriti per sbaglio, sta agonizzando nella pozza del malgoverno, di politiche maniache di grandezze personali, di strategie di pace mal importate e superficiali,
Questo paese, questo mio amato paese, vorrei che ricominciasse a vivere, vorrei che avesse un futuro, invece ho paura che farà un gran salto indietro nel passato, ho paura di una nuova guerra. Dove la vita perde di senso, dove la povertà acceca il popolo come la ricchezza i governanti, dove il dolore e la morte diventano indifferenti perchè quotidiani, la pace è ancora molto lontana!!